News

Autori U.S.A.: + 32% per le royalties (musica fisica e downloads) (martedì 10 maggio 2022)

Accordo storico ma sul segmento meno impattante. E ora lo streaming.

Il Copyright Royalty Board si appresta ad approvare negli Stati Uniti un incremento del 32% nelle royalties meccaniche riferite a supporti fisici e downloads, grazie all’accordo raggiunto dalla Recording Industry Of America (RIAA) e dalla National Music Publishers Association (NMPA). In particolare, l’approvazione formale da parte del CRB, che entrerà in vigore a partire dal 2023, porterà il pagamento da 9,1 a 12 centesimi per brano.

I commenti
Con l’eccezione di BMG, che ha enfatizzato la scarsa sensibilità dimostrata dall’industria tutta per un tempo troppo lungo nei confronti della situazione degli autori, da parte delle varie istituzioni e entità coinvolte il plauso per il risultato raggiunto è stato quasi corale:
“Dopo un’ampia consultazione tra autori, editori ed etichette, siamo lieti di avere raggiunto una soluzione che riteniamo vada nella direzione delle principali preoccupazioni dei giudici del CRB e degli individui e delle organizzazioni che durante questo processo ne hanno condiviso il punto di vista”, ha commentato il CEO di RIAA Mitch Glazer.
In una comunicazione ufficiale, la Artist Rights Alliance ha a sua volta dichiarato:
“Questo accordo rappresenta una vittoria significativa per gli autori che godranno di un aumento del 32% nelle royalties per le vendite di musica fisica e per i downloads a partire dal 2023, con uno sguardo a futuri incrementi che tengano il passo con l’aumento dell’inflazione. Siamo estremamente grati ai molti sostenitori dal basso degli autori che si sono rifiutati di accettare lo status quo e hanno continuato a bussare alla porta del CRB finchè non sono stati ascoltati”.

E ora lo streaming...
E’ prevedibile che ora il confronto si sposterà presto sul segmento più significativo: le royalties meccaniche da streaming, che rappresentano un multiplo importante dei ricavi rispetto a musica fisica e downloads. Il CRB deve pronunciarsi in merito per il periodo 2023-27 ed è scontato che si tratterà di una negoziazione durissima, come sempre in passato. In merito si è espresso Jon Platt, CEO di Sony Music Publishing, che l’ha preannunciata come “la questione più critica riguardante autori ed editori negli Stati Uniti”. Il riverbero della decisione finale, in effetti, investirà l’industria a livello globale, trattandosi del mercato musicale di riferimento e di una fase storica in cui proprio lo streaming agevola la maturazione di royalties per artisti in realtà per loro straniere, incluso il suolo americano.
D’altro canto l’aumento della percentuale per i supporti fisici e per i download fissa, per certi versi, un precedente promettente. Come emerge dalle parole di David Israelite, presidente e CEO della NMPA:
“Questo risultato estremamente positivo è dovuto in larga parte ai creatori, che si sono fatti sentire dal CRB durante il processo. Sistemato questo, ci prepariamo a focalizzarci esclusivamente sull’aumento delle percentuali dello streaming. Nel battersi contro le più grandi aziende del mondo, che spingono per il livello di royalties più basso della storia, gli autori e i loro sostenitori sono più uniti che mai”.