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DIGITAL SERVICES ACT: L'APPELLO DELL'INDUSTRIA CREATIVA ITALIANA (venerdì 18 marzo 2022)

DIGITAL SERVICES ACT: L'APPELLO DELL'INDUSTRIA CREATIVA ITALIANA

Le richieste al governo della filiera culturale tricolore.

Le tre principali associazioni rappresentanti del settore discografico nazionale - la Federazione Industria Musicale Italiana, Produttori Musicali Indipendenti e l’Associazione Fonografici Italiani - insieme alla Federazione Editori Musicali e alle collecting Nuovo IMAIE e SCF, a Confindustria Cultura e ad altre associazioni di settore, hanno sottoscritto un appello al governo italiano perché nel Digital Services Act, la legge sui servizi digitali attualmente in discussione presso il parlamento europeo, preveda una “regolamentazione chiara e rispettosa dei diritti di proprietà intellettuale è indispensabile per proseguire nel cammino di sviluppo delle arti e della cultura in Europa”.

“Non possiamo stare a guardare in silenzio mentre le conquiste che abbiamo fatto negli ultimi 20 anni nella protezione dei nostri diritti su Internet sono messe in discussione nel negoziato sul DSA”, si legge nella nota, intitolata “l’Europa nelle mani dei giganti digitali”: secondo i firmatari, la proposta di legge “mira a rafforzare la responsabilità e gli obblighi di tutti i servizi digitali, cioè a regolare i contenuti online e a proteggere i cittadini dai contenuti illegali. Non mancano, pertanto, le intenzioni, ma – in questa fase dell’iter legislativo - l’attuazione risulta ancora insoddisfacente e non del tutto adeguata alle reali necessità della filiera. Abbiamo sofferto alcune scelte del Parlamento europeo e del Consiglio che hanno sostenuto l’alleggerimento della responsabilità dei grandi attori digitali, così indebolendo la capacità dei detentori dei diritti di ricorrere contro i contenuti pirata”.

“Il Governo italiano, che è storicamente tra i più convinti promotori della protezione delle nostre opere e dei nostri contenuti dagli illeciti operati tramite web, dovrebbe cogliere - insieme agli altri Stati membri - questa opportunità per porre fine alla diffusione di contenuti, merci e opere generati dalle industrie creative”, prosegue l’appello: “La posta in gioco è troppo alta per perdere questa occasione unica: la legislazione sui servizi digitali deve rimanere nell'interesse generale, senza indebolire l'attuazione del diritto d'autore, l'unico garante della libertà di espressione, della proprietà intellettuale e della diversità culturale”.

La associazioni firmatarie hanno individuato cinque obiettivi “da non mancare”: l’applicazione del protocollo Know Your Business Customer “a tutti i servizi di intermediazione online”, “obblighi e responsabilità sempre elevati con standard di diligenza rafforzati” per i motori di ricerca e fornitori di hosting, con l’introduzione di un obbligo di stay down, e l’applicazione delle misure proattive volontarie “esclusivamente alle attività volte a rilevare, identificare e intraprendere azioni contro i contenuti illegali”, oltre che regole più chiare riguardanti l’accuratezza delle notifiche.

“Tutto questo ci sembra in linea e in totale coerenza con le indicazioni inequivocabili del Presidente Draghi che, in Senato, ha dichiarato: ‘(…) L’Italia sostiene il Regolamento UE sui servizi digitali, anche per proteggere efficacemente prodotti e contenuti realizzati in Italia. La nostra convinzione è che quello che è illecito off line debba essere illecito anche on line’”, conclude la nota: “Riteniamo fermamente che Internet resti una grande opportunità per il settore creativo e culturale, ma una regolamentazione chiara e rispettosa dei diritti di proprietà intellettuale è indispensabile per proseguire nel cammino di sviluppo delle arti e