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Sorpresa vinile: supera le vendite di CD negli USA per la prima volta in 34 anni (mercoledì 16 settembre 2020)

Sorpresa vinile: supera le vendite di CD negli USA per la prima volta in 34 anni

La RIAA ha pubblicato i dati del primo semestre dell’anno più difficile da decifrare negli ultimi tempi per la discografia, e non sono mancate le sorprese


Le incognite che orbitavano attorno al mondo della musica da inizio 2020 erano (e rimangono) numerose. In alcuni casi, il settore ha dovuto fare i conti con grosse perdite e pesanti messe in discussione, e negli States un bilancio RIAA (Recording Industry Association of America) disastroso su tutta la linea era parecchio quotato.


Tuttavia, dati alla mano, pare che la fase più critica dell’anno non abbia compromesso proprio tutto. Anzi.

L’associazione americana dell’industria discografica ha fatto un bilancio sui ricavi del primo semestre del 2020, relativamente alla sola industria discografica statunitense, che nel complesso cresce di un notevole 5.6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Lo storico sorpasso del vinile sul CD

La prima sorpresa riguarda un sorpasso che entra nella storia. Nella prima metà del 2020 sono stati spesi più soldi in dischi in vinile che in formato CD. Non succedeva dal 1986.

Stando al solo supporto fisico, del totale dei ricavi nella prima metà dell’anno (376 milioni $), il 62% di questi proviene dalle vendite del vinile (232 milioni $). Per i CD cifre più basse: 120 milioni $.

Crollate anche spedizioni e ricavi dei CD rispetto allo stessa forbice temporale del 2019: -45% delle unità vendute e -47,6% dei ricavi.

Guardando l’incremento nel dettaglio, va detto che il vinile, pur conquistando la vetta dei ricavi della musica fisica, è cresciuto solo del 2,3%. Per i CD un calo del 50%.

Rispetto al primo semestre del 2019, il calo del mercato fisico è stato del 29,2% a volume e del 22,6% a valore.

Secondo la RIAA, l’influenza del COVID-19 ha influito parecchio, spingendo i consumatori a rimpiazzare l’esperienza concerto tramite l’acquisto della musica in formato fisico.

Lo streaming musicale non ha arrestato la propria crescita, anche se non vertiginosa: si registra il 12% in più rispetto alla prima metà del 2019, mentre il download digitale è diminuito del 22%.

Ma complessivamente, il valore del mercato digitale è cresciuto dell’8,7%. Merito, ancora una volta, delle piattaforme streaming.